No al bullismo

COMUNICATO A GENITORI E ALUNNI

PROTOCOLLO DI INTERVENTO IN CASO DI ATTI DI BULLISMO E CYBERBULLISMO

L’Istituto Comprensivo di Ponso si propone di dare piena attuazione alla recente normativa (legge 29 maggio 2017, n.71 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyber bullismo), che “si pone l’obiettivo di contrastare il
fenomeno del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni, con azioni a carattere preventivo e con un strategia di attenzione, tutela ed educazione nei confronti dei minori coinvolti, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, assicurando l’attuazione degli interventi senza distinzione di età nell’ambito delle istituzioni scolastiche” (articolo 1).

A tale scopo, si informa che il team bullismo è composto da:

  • prof.ssa Bonato Federica;
  • maestra Lucchiaro Martina;
  • collaboratrice scolastica Faggion Maria.

La mail a cui inviare le segnalazioni è: sosbullismo.icponso@gmail.com

Quando si viene a conoscenza di un atto che potrebbe essere configurabile come bullismo o cyberbullismo ne consegue l’informazione immediata al Dirigente Scolastico.
A fenomeni di cyberbullismo è spesso collegata la commissione di veri e propri reati, dei quali il D.S. non può omettere denuncia all’autorità giudiziaria.

1 a Fase: analisi e valutazione dei fatti
Soggetto responsabile: Coordinatore di classe/Insegnante di Classe
Altri soggetti coinvolti: Referente Cyberbullismo/Psicologo

– Raccolta di informazioni sull’accaduto.
– Interviste e colloqui agli attori principali, ai singoli, al gruppo; vengono raccolte le diverse versioni e ricostruiti i fatti ed i punti di vista. In questa fase è importante astenersi dal formulare giudizi; è piuttosto necessario creare un clima di empatia, di solidarietà e di disponibilità al confronto che permetta un’oggettiva raccolta di informazioni; l’adulto è un mediatore in un contesto neutro.
– Raccolta di prove e documenti: quando è successo, dove, con quali modalità.

2 a Fase: risultati sui fatti oggetto di indagine
I fatti sono confermati; esistono prove oggettive:

– Si apre un protocollo con uso di apposita modulistica; vengono stabilite le azioni da intraprendere.

I fatti non sono configurabili come cyberbullismo:

– Non si ritiene di intervenire in modo specifico; prosegue il compito educativo.

3 a Fase: azioni e provvedimenti
Supporto alla vittima e protezione; evitare che la vittima si senta responsabile;
comunicazione alla famiglia (convocazione) e supporto nell’affrontare la situazione segnalata, concordando modalità di soluzione e analizzando le risorse disponibili dentro e fuori della scuola (psicologo, medico, altri…);

– comunicazione ai genitori del cyberbullo (convocazione); il D.S. valuterà che non ci sia rischio di inquinamento delle prove;
– lettera di comunicazione formale all’alunno ed ai genitori del cyberbullo;
– scelta dell’opportuno ammonimento al cyberbullo;
– valutazione di un intervento personalizzato:
 obiettivi: sviluppo dell’empatia, dell’autocontrollo, aumento della positività, evidenza delle conseguenze di ogni comportamento, sviluppo delle abilità di dialogo, di comunicazione e di negoziazione;
– valutazione del tipo di provvedimento disciplinare, secondo la gravità:
 sospensione del diritto a partecipare ad attività complementari ed extrascolastiche;
 imposizione al cyberbullo di svolgimento di azioni positive, per es. stesura di un testo che racconti l’accaduto con riflessioni personali, da conservare nella cartellina dell’alunno;
 eventuale avvio della procedura giudiziaria: denuncia ad un organo di polizia o all’autorità giudiziaria (questura, carabinieri, ecc.) per attivare un procedimento penale (solo per soggetti da 14 anni in su);
– nel caso la famiglia non collabori, giustifichi, mostri atteggiamenti oppositivi o comunque inadeguatezza, debolezza educativa o sia recidiva nei comportamenti: segnalazione ai Servizi Sociali del Comune.

4 a Fase: percorso educativo e monitoraggio
I docenti di classe e gli altri soggetti coinvolti:

– si occupano del rafforzamento del percorso educativo all’interno della classe e/o del gruppo coinvolti;
– provvedono al monitoraggio del fenomeno e della valutazione dell’intervento attuato sia nei confronti del cyberbullo, sia nei confronti della vittima.


Con la consapevolezza che la tutela dei minori sul web richiede un approccio integrato e coordinato tra tutti coloro che, partecipando alla processo di crescita dei ragazzi, possono costituire delle bussole per orientarne i comportamenti e intercettarne efficacemente eventuali elementi di rischio o disagio, condividiamo una guida per aiutare insegnanti, genitori e operatori del mondo della scuola a individuare preventivamente e a gestire tempestivamente i rischi per i minori in rete.

Guida safe web

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